Spinetta ha poi parlato di un rilancio dei voli sulle città e sulle regioni italiane, idea che piace al premier: "E' importante che Alitalia venda nel mondo le nostre città d'arte", ha commentato Berlusconi. Che è tornato a parlare anche del passato, ribadendo che la prima offerta di Air France per l'acquisizione dell'Alitalia, all'epoca del governo Prodi, fallì per l'opposizione dei sindacati al piano proposto dalla compagnia franco-olandese. Tesi sostenuta dallo stesso Spinetta, che ha ricordato come l'offerta non andò in porto per "l'opposizione da parte dei sindacati e per il prezzo del petrolio eccessivamente alto".
mercoledì 6 maggio 2009
Alitalia, Spinetta da Berlusconi - Tratto da Repubblica.it
Spinetta ha poi parlato di un rilancio dei voli sulle città e sulle regioni italiane, idea che piace al premier: "E' importante che Alitalia venda nel mondo le nostre città d'arte", ha commentato Berlusconi. Che è tornato a parlare anche del passato, ribadendo che la prima offerta di Air France per l'acquisizione dell'Alitalia, all'epoca del governo Prodi, fallì per l'opposizione dei sindacati al piano proposto dalla compagnia franco-olandese. Tesi sostenuta dallo stesso Spinetta, che ha ricordato come l'offerta non andò in porto per "l'opposizione da parte dei sindacati e per il prezzo del petrolio eccessivamente alto".
giovedì 23 aprile 2009
Google lancia il nuovo Profiles e fa concorrenza a Facebook
Sono più popolari dei siti porno, e il numero dei loro utenti cresce a un ritmo due volte superiore a quello della popolazione umana. Sono i servizi web di social network, come Facebook, Twitter e MySpace, e sono stati il settore trainante della crescita della rete negli ultimi 5 anni. Un mercato ricchissimo, dal quale - fino ad ora - è curiosamente rimasto fuori Google, il cui social network, Orkut, è popolare solo in Brasile.
Ma il motore di ricerca ha deciso di correre ai ripari, e ha appena lanciato Profiles, un servizio che promette di essere un pericoloso antagonista di Facebook.
Profiles permette infatti agli utenti di costruire un profilo personalizzato molto simile a quello del famosissimo social network. Per crearlo, basta segnarsi all'indirizzo www. google. com/profiles, e inserire le proprie informazioni: non solo nome e cognome, ma anche dati personali, foto, mappe personalizzate e link preferiti. Inoltre, è possibile - proprio come accade in Facebook - scegliere a quale dei propri contatti mostrare il contenuto inserito. Il profilo verrà poi indicizzato dal motore, e basterà digitare nome e cognome su Google per vedere il profilo ai primi posti nella lista dei risultati.
"Un profilo su Google - annuncia nel comunicato di presentazione il motore di ricerca - è semplicemente il modo in cui si rappresenta se stessi sula rete. Grazie al nuovo Profiles, gi utenti possono far sapere a chiunque usi Google chi sono e cosa fanno. E hanno il controllo sulla quantità di informazioni che vogliono condividere".
Secondo Danny Sullivan, editor di Search Engine Land, il "remake" di Profiles è una chiara indicazione dell'intenzione di Google di mettersi in diretta competizione con siti come Facebook.
"I siti di social network - spiega Sullivan - sono utilizzati principalmente per rintracciare vecchi amici e fare nuove conoscenze. Con Profiles, adesso basterà digitare un nome su Google per ottenere lo stesso risultato". E grazie all'integrazione di Profiles con le altre applicazioni web del motore di ricerca, sarà possibile anche scambiarsi posta, album fotografici e documenti. Tutte le funzioni, insomma, disponibili sui social network. "In pratica - aggiunge Sullivan - la strategia di Google è quella di estendere le capacità del motore alla ricerca di persone".
Ma il servizio - oltre a mettere i bastoni fra le ruote a Facebook - presenta altre caratteristiche. "Molte persone usano Google per cercare se stessi - dichiara Joe Kraus, direttore del poduct management di Mountain View - tanto per vedere quante e quali informazioni che li riguardano sono accessibili online, e sono di solito scontenti dei risultati. Infatti, la maggior parte degli utenti ha poco controllo su quello che appare su Google, e a volte i risultati della ricerca sono dominati da persone che hanno una grande presenza sul web. Utilizzando Profiles, mettiamo tutti allo stesso livello, e offriamo a tutti la possibilità di scegliere le informazioni che vogliono mostrare".
Inoltre, il servizio potrebbe attirare verso il portfolio di servizi online di Google un maggior numero di utenti.
"Una volta segnati a Profiles - spiega Greg Sterling, analista della Sterling Market Intelligence - gli utenti saranno più inclini a farsi trascinare nel mondo delle applicazioni web di Google. E probabilmente inizieranno a fare acquisti attraverso Google Checkout, a postare foto negli album web di Picasa e a costruire blog con Blogger. Tutti servizi in cui Google, attraverso AdSense, è il principale o addirittura l'unico concessionario della pubblicità".
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giovedì 16 aprile 2009
Volo Alitalia Malpensa-New York atterra in Irlanda per malore comandante.
mercoledì 8 aprile 2009
Il terremoto in Abruzzo e la triste strumentalizzazione
Leggo oggi su Facebook parecchi commenti e polemiche sul denaro stanziato dalla CEI per aiutare le vittime del terremoto in Abruzzo, e come al solito, da bravi Italiani, siamo sempre pronti a strumentalizzare ogni cosa per fini politici, ideologici o quant'altro.
Premetto che non sono un grande amante della Chiesa, ma rispetto chi ci crede e vorrei invitare tutti ad essere un po’ più obiettivi.
L’8 per mille è una donazione volontaria; ognuno è libero di scegliere a chi donare l’8 per mille. Una donazione, non è una tassa, perciò quando una cosa è donata se ne perde consciamente la proprietà. Ritengo dunque superficiale dichiarare l’8 per mille come “soldi nostri”. Le tasse che tutti paghiamo, invece, rimangono nostri poiché li investiamo nello Stato per le opere e i servizi pubblici, quindi io da contribuente mi aspetto che le tasse pagate siano utilizzate a favore della collettività.
La Chiesa vive di 8 per mille, vive di donazioni e di volontariato, così come altre organizzazioni. Le proprietà della Chiesa non possono essere cedute con tanta facilità, altrimenti si creerebbero altre persone senza casa (vedi parrocchie, case popolari della Caritas, mense per i senzatetto ecc.).
Inoltre non credo che preti, vescovi e cardinali siano imprenditori che generano un reddito da milioni di EUR, ma magari sbaglio.
Perché le opere di carità e di aiuti fatte dalla CRI, dalla Protezione Civile e chiunque altro valgono di più di quelle della Chiesa? Quelle della Chiesa sono forse fatte in malafede, forse per qualche “sporco complotto politico o di dominazione mondiale”?? Dai, piedi per terra e sguardo avanti!
Essere “antipreti” è ormai una moda. Essere “contro” è cool e ci fa sentire eroi rivoluzionari.
Preconcetti e pregiudizi contro la Chiesa, contro un’idea politica piuttosto che un’altra o contro una corrente di pensiero cadono anch’essi nella sfera del razzismo. Il fatto che prima si dica “dai Chiesa, sgancia la grana tu che ne hai” per poi polemizzare sulla provenienza dei soldi che essi stanziano dimostra il pregiudizio appena menzionato.
Io ritengo, ma è solo la mia opinione personale, che in casi come questi dovremmo smetterla di fare polemiche politiche, religiose, antireligiose o di qualsiasi altro tipo.
Perché invece di stare a guardare quanto e come donano gli altri non rinunciamo noi stessi alle uscite del venerdì e del sabato sera, al vestito nuovo, a qualche CD o alle sigarette per un mese intero e non doniamo i soldi risparmiati con le rinunce alle vittime del terremoto? Troppo scomodo o sconveniente? Meglio aspettare che siano gli altri a fare qualcosa no?
Ancora nel 2009 vige la filosofia del “tutti giusti e tutti uguali, ma lontano da casa mia”.
Termino con un appello: almeno in casi come questo, di profonda tragedia umana, cerchiamo di unire le forze senza guardare a colore, religione o idea politica, e lasciamo stare le nostre idee “very cool” sulla rivoluzione continua e sull’essere contro tutto e tutti.
Cordialmente, TWT